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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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2 letterine ai tangueros (maschi)
Di maurizio (del 27/11/2008 @ 21:34:22, in tango, linkato 610 volte)
2 letterine ai tangueri

Palermo, splendida  giornata di sole, cielo azzurro

Caro tanguero, ti vedo, ti vedo sai? Quando fai il cabezeo a una donna per invitarla a ballare. Quasi con timidezza le prendi la mano e la conduci al centro della pista con eleganza, con sussiego, con rispetto e con delicatezza. E poi... quando la musica inizia la cingi con dolcezza in un abbraccio tanguero appassionato. Ti vedo sai? Quando la donna chiude gli occhi e si lascia portare fiduciosa per la pista. Hai un'espressione soddisfatta e orgogliosa... E cammini, col passo felpato del felino strusciando le suole sul pavimento... E stai attento a non urtare e a non essere urtato, per non far male alla tua compagna che ignara si concede il lusso di non guardare. E sembra che quel tango non debba mai finire...

Palermo (città di merda) , giornata di pioggia, cielo grigio

Caro tanguero, ti vedo, ti vedo sai? Quando fai un gestaccio a una donna per invitarla a ballare. L'afferri e non ti chiedi nemmeno se abbia finito di allacciarsi le scarpe o di sistemarsi i capelli e stritolandole la mano la trascini al centro della pista come fosse un mazzo di bietole a coste larghe, con spocchiosità, machismo fuori luogo e rozzezza. E poi quando la musica comincia, anzi non è nemmeno cominciata gia' ramazzi il pavimento con le scarpe di lei, ovviamente fuori tempo, con un abbraccio pitonesco perchè vuoi sentire bene le tette spalmate sul tuo petto. Ti vedo sai? Quando la donna con gli occhi sbarrati per la totale mancanza di fiducia e terrorizzata dagli scontri e dai calci che arrivano da tutte le parti non vede l'ora che finisca il tango per mandarti a cagare....

 Il tango è come la vita. A volte è pura poesia, altre volte pura idiozia.
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# 1
Caro Tanguero convinto, e poi a chi chiederò i danni per il braccio indolenzito, la tua postura da torero che mi spezza la schiena e il tuo scuotermi fuori tempo. La prossima volta non accetterò l'invito... un pò di buon senso!
Di  Giovanna  (inviato il 05/12/2008 @ 11:43:38)
# 2
Purtroppo vincono gli idioti 10-1 !!!
L'unico gol segnato per il "buon senso" è stato un autorete degli "idioti".
Di  Carla  (inviato il 09/12/2008 @ 21:35:34)
# 3
caro maurizio, semmi vedi o nommi vedi, nell'uno e nell'altro caso.... ecchisenefrega!!! e se dobbiamo parlare di panorami, di vedute.. io ne vedo di tanguere che ballano solo con quelli più bravi di te... e che non esitano mezzo secondo a mandarti a quel paese quando il ritmo, non è buono, quando la presa non è perfetta... e adesso che comincio a ballare, questo genere di fauna non sarà mai invitata da me, neanche con un coltello piazzato sulla carotide... e, per contro, ne vedo di Tanguere che, con pazienza, ti concedono due, tre balli, anche non sei molto bravo.. perchè è giusto così, perchè dobbiamo imparare tutti e tutte, perchè nessuno è nato "insegnato"!!!
Di  pocotangueromatanguero  (inviato il 13/12/2008 @ 11:21:02)
# 4
@pocotangueromatanguero: ti prenderai delle belle rivincite non temere ;)

Insegnatelo a quel DIGGEI da strapazzo del post-tango che la cumparsita DEVE FINIREEEE. Che in risposta ha detto "ma mancavano solo 10 secondi, era finita!"
MA COOOOOOOMEEEEEEEEEEEEE. Disarmante!

In commento al post. Quella che hai esposto è la norma, ma qualcuno più di buona creanza c'è, e non smetterà mai di esserci, per fortuna.
Di  Roberto  (inviato il 13/12/2008 @ 11:46:42)
# 5
Diggei del post tango è già stato avvisato e diffidato. La cumparsita ha dda ferni'... fino all'ultimo secondo. Il Diggei si è reso conto che rischiava il linciaggio quindi abbiamo salvato le prossime cumparsite dal disastro. Maurizio
Di  Anonimo  (inviato il 17/12/2008 @ 10:39:36)
# 6
Bravo Maurizio.
Veramente ben scritto.
@pocotangueromatanguero:
spero mi perdonerai se, preso dai fumi dell'influenza e di due anni trascorsi per milonghe, userò proprio te come interlocutore per proporre, a tanti altri, un po' di riflessioni tanguere.
In milonga esiste un codice di comportamento.
Come ci suggerisce Maurizio, in milonga, una donna non la si invita, brutalmente, picchiettandole sulla spalla o abbrancandole una mano mentre, appunto, è intenta a sistemare una scarpa o, peggio, a chiacchierare amabilmente con un amico.
Ad una signora si chiede il permesso con uno sguardo. La si invita cercandone lo sguardo, e ricevendo dai suoi occhi la conferma del desiderio e del piacere di ballare con te. A quel punto, possibilmente con un cabezeo, la si invita.
Perchè il tango, mio caro pocotanguero, non è mica un lavoro, o una condanna alle tande forzate.
Il tango è un piacere, un grande piacere.
Per cui, la bella fanciulla dai modi altezzosi da cui ti sei sentito snobbato, è dura accettarlo, lo so, ma aveva tutto il diritto di negarsi.
Prima di invitarla, ricordi se ti eri accertato della sua volontà?
Non più di due settimane fa, a Catania, ho beccato tra capo e collo un meritato rifiuto. Preso dal sacro furore tanguero, per non perdere il tango meraviglioso che stava suonando, tutto baldanzoso e con piglio deciso, ho attraversato la sala per invitare una bella signora, l'unica che avesse postura ed aspetto di tanguera vissuta. Peccato non mi fossi curato di cercare prima un minimo di intesa. Lei si è prontamente negata con il medesimo sorriso, con la delicatezza e la medesima abile occhiata con cui poco dopo, dopo avermi visto ballare, un poco rassicurata, da lontano, lei stessa mi ha invitato.
C'è da aggiungere che d'altra parte tante signore non hanno idea cosa sia una mirada.
Le osservi, e ti accorgi che guardano
Di  gabriele  (inviato il 18/12/2008 @ 21:36:27)
# 7
(continua)
Le osservi, e ti accorgi che guardano in terra, come consultando un misterioso oracolo sul pavimento o scrutano estatiche il bicchiere da cui stanno bevendo.
E, davvero, non è colpa loro, nè dei tangueri (maschi), qui imputati, se nessuno ha ancora spiegato loro tante cose sul tango, sui suoi (sacri) codici, sulla sua etichetta.
La colpa, come diceva il mio maestro, non è degli allievi, è dei maestri.
Vorrei proprio sapere, infatti, la ragione per cui (quasi) nessuno, a Palermo, insegni, del tango, non solo tecnica, o postura, o passi, o figure, ma anche cultura, codice, etichetta, e ancora: significato, missione.
Mi ricordo che quando mi sentii raccontare che tango è far star bene la propria ballerina, fare in modo che si fidi di te, che chiuda gli occhi e sogni, io ascoltavo totalmente rapito.
Una donna, lui mi diceva, non la si sbatacchia a destra e a manca, la si protegge.
Non le si fa prendere calcioni e tacchettate, la si proteggge.
Alzi la mano, maestri, chi insegna questo a lezione, a Palermo, oggi. Non ho mai sentito niente di simile nè durante le mie 4 lezioni di prova (in 2 anni) da Maura, nè tantomeno da Mikael, nè durante i miei 4 mesi da Pablo, nè da Silvina (aggravante: loro sono argentini), nè da Roberto, nè da Marzia, nè, a giudicare da come invitano i suoi allievi, mi risulta lo insegni Diego (varrebbe nel qual caso la stessa seria aggravante di Pablo e Silvina). Lo danno forse per scontato? E perchè mai?? Sinceramente, non so come si comporti Adriana, ma è vero che il codice della milonga fa bella mostra di sè su una parete della scuola Palermotango, e di Fiorella, che dire? Ha chiamato a Palermo gli unici due maestri, uno anziano e uno giovanissimo, che nei miei due anni di tango, si sono presi la briga, prima di levare le tende, di raccontarmi due o tre cose belle sul tango di Buenos Aire
Di  gabriele  (inviato il 18/12/2008 @ 21:38:58)
# 8
(continua)
Dirai tu, pocotanguero, ormai giunto allo stremo delle forze, "ma qui non siamo a Buenos Aires!". E' vero, siamo a Palermo, ma in milonga: NO. In milonga SIAMO a Buenos Aires.
La milonga, per me, è come una nave battente bandiera argentina: seppur in acque straniere, il suo piso è territorio porteno.

Perdonami Maurizio se sono stato prolisso, ma erano mesi che volevo sfogarmi e biecamente ho approfittato del tuo post.
E prendetevela pure con la mia influenza se ho avuto abbastanza tempo per invadere il blog!

Un caro saluto a Maurizio e buon tango a tutti voi.
Di  gabriele  (inviato il 18/12/2008 @ 21:40:50)
# 9
Mi dicono e per correttezza riporto che Maura ha dedicato almeno una lezione a miradas e cabezeos durante il corso di quest'anno.
Di  gabriele  (inviato il 19/12/2008 @ 14:30:28)
# 10
HO LETTO IL COMMENTO DI GABRIELE ED HA PERFETTAMENTE RAGIONE!! NESSUNO SA STARE IN MILONGA, TUTTI CHE VOGLIONO MOSTRARE QUANTO SONO BRAVI E SE NON BALLANO STANNO A PARLARE AI LATI DELLA PISTA O PEGGIO ANCORA ALCUNI IN MEZZO ALLA PISTA...DOVREMMO ESSERE TUTTI UN Pò PIù UMILI E RISPETTOSI DEL PROSSIMO SIA CHE SIA BRAVO O MENO...MEGLIO UN TANGO TUTTO DI SALIDE PIUTTOSTO CHE LO SCEMPIO DI PASSI E ABBRACCI FUORI TEMPO E FUORI MISURA....
Di  DANIELA  (inviato il 19/12/2008 @ 17:09:36)
# 11

Cari amici ho letto questi commenti interessanti e vorrei aggiungere qualche considerazione.

Ritengo che la mia serata in milonga inizi bene quando, sentendo le prime note già per strada, mi emoziono e togliendomi le scarpe civili, mi spoglio da ogni pensiero bello o brutto che sia e via...

Ma, non sempre le cose vanno così!
Quando le ansie mi restano cucite addosso... anche rilassarmi e divertirmi è faticoso.

E' allora chiedo scusa se, qualche volta sono stata costretta a rifiutare un invito ma, quella fatica, genera un pò di egoismo e, spero non troppa, scortesia.

E' vero che tutti siamo stati principianti e ne sanno qualcosa i più vecchi tangheri che mi hanno accolta in quel lontano 2003... quanto li perseguitavo!!!

Ma, a prescindere dal livello del nostro tango, principianti, intermedi o avanzati... siamo prima di tutto persone e, spesso, non bastano rossetto e tacchi per perdere la nostra individualità, le nostre preferenze e soprattutto l'eterna variante del nostro umore quotidiano.

Forse un "no" subito dal/lla tanghero/a, potrebbe trasforrmarsi in una chiaccherata, in un sorriso o anche nel solo saluto verso la stessa persona che non ha accettato quell'invito.
Potrebbe essere un gesto di "umiltà" tanghera (virtù, forse, in via di estinzione nelle nostre milonghe!) e, allo stesso tempo, di grande "umanità".

Questa non è una considerazione amara!

Al contrario, è una riflessione che nasce dalla mia esperienza umana prima che tanghera, dai tanti sorrisi sinceri che ricevo da tutti voi, amici della milonga... dalla conta dei numeri tangheri che affollano la mia rubrica telefonica e, non in ultimo, da quei veri Signori con i quali, per svariati e poco importanti motivi, non riesco a ballare.
... Signori che, superato l'iniziale imbarazzo, hanno continuato a "calcolarmi" come pe
Di  Alessandra  (inviato il 25/01/2009 @ 16:07:42)
# 12
... Signori che, superato l'iniziale imbarazzo, hanno continuato a "calcolarmi" come persona.

Ballare non è tutto... non è il "fine" ma una dei tanti "mezzi" (tra i più belli!, per quanto mi riguarda) che la vita ci offre.

Grazie a tutti voi che, anche se dentro una milonga, vi sentite persone prima che ballerini... e poi gentilezza ed umiltà sono caratteristiche fondamentali per chi desidera vivere... come ballando. Ale
Di  Alessandra  (inviato il 27/01/2009 @ 18:27:05)
# 13
Carissimi, vi ricordo che i blog può accogliere fino a 2000 caratteri per volta.
Superato questo limite dovrete spezzare in due il vostro commento... Grazie cmq per l'attenzione e per le discussioni e la passione che dimostrate di avere per il tango. MAurizio
Maurizio
Di  Maurizio  (inviato il 27/01/2009 @ 18:31:47)
# 14
@ Alessandra: il tuo commento avvalora ulteriormente la mia idea.
una donna che si trovi a dover rifiutare l'invito di un uomo non lo fa certo a cuor leggero, ma se ne dispiace, in media, prova sincero imbarazzo per questo gesto di rifiuto.
Ecco la ragione per cui un tanguero che abbia una minima sensibilità oltre che conoscenza delle regole della milonga non dovrebbe mai mettere nelle condizioni una mujer di rifiutare. Dovrebbe semplicemente capire PRIMA se lei è disposta o meno, dovrebbe cercare un'intesa di sguardi, un'approvazione.
Riguardo poi alla distinzione tra mezzo e fine, sono spiacente, Alessandra, ma in milonga il tango non è nient'altro che il fine. Noi tutti andiamo in milonga per ballare, non certo per altre ragioni.
Saluti.
Di  gabriele  (inviato il 28/01/2009 @ 18:18:08)
# 15
io penso che certe cose non si insegnino, si capiscono punto e basta
e poi, ci sono un'infinità di libri che ti possono indirizzare sulle usanze tanghere...
quindi anzichè il maestro di turno trovarsi ad insegnare ovvietà da scuola elementare, sarebbe opportuno informarsi da soli.
io ho apprezzato che i miei grandi maestri abbiano lasciato al mio buon senso la mia libertà di espressione
Di  Vale  (inviato il 04/04/2009 @ 19:24:35)
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