Di maurizio (del 26/02/2009 @ 20:39:39, in tango, linkato 1297 volte)
Da qualche tempo mi arrivano da più parti segnali di insofferenza per quanto riguarda la ballabilità della pista durante la milonga ai Candelai del Venerdì.
Arrivano pugni, arrivano calci e spintoni, gente in pista che non sa ballare, vocìo a volume elevato...
Penso che la milonga sia una sorta di luogo sacro per chi balla tango. E' lì che avvengono gli incontri, le emozioni del ballo crescono, la musica si ascolta, si sceglie il partner, si gode del momento magico che solo una milonga può dare a chi è appassionato milonguero...
Adesso veniamo al dunque: Questo luogo sacro, chi lo deve proteggere? Sono dell'avviso che i proprietari del posto debbano fornire alcuni servizi come il bar, i cessi, essere pronti ad aprire all'ora prestabilita etc... gli organizzatori invece devono assicurare che ci sia un DJ all'altezza, che tutto funzioni bene a livello della fruizione del luogo, far rispettare le minime condizioni necessarie per poter passare una serata divertendosi.
Per tutto ciò che attiene al ballo invece credo che (come succede a Buenos Aires e in qualunque altra città dove il tango si balla da tempo) gli stessi tangueri debbano provvedere alla sicurezza e alla funzionalità della pista. Quante volte ci è capitato di vedere coppie coalizzarsi per sbattere fuori intrusi che non usavano lo spazio in modo urbano? A Buenos Aires e in altri luoghi accade normalmente che se una coppia crea casini la si isola accerchiandola (sempre ballando) fin quando non la si costringe ad allontanarsi. Questo si chiama spirito di gruppo che da noi spesso manca, pensiamo alla nostra individualità, ma dovremmo invece ogni tanto pensare di far parte di una milonga. La milonga è veramente milonga quando si crea un gruppo di tangueri che ballano, chiacchierano e si divertono insieme. E tutti insieme provvedono a che in pista le cose funzionino.
Il tanguero dovrebbe proteggere il proprio spazio sacro senza per forza lamentarsi continuamente con l'organizzatore che non può fare altro che incazzarsi ogni due minuti ma non può badare a tutti i cretini che non capiscono. E' più facile che dieci venti coppie di persone li costringano all'impotenza. Certo in altre città questo non accade (ad esempio in nordeuropa) perchè non ci sono i maleducati ma questa è un'altra storia e a noi, purtroppo non ci riguarda... Ma proviamo ad avere più coraggio e anzichè lamentarci sempre agiamo da milongueri. Dovremmo importare da Buenos Aires non solo i passi ma anche il rispetto per la musica, per le regole elementari della milonga... e incazzarci anche quando qualcuno queste regole non le rispetta. Anche questo è tango. Non è un problema nè di sicurezza nè di polizia ma soltanto di protezione verso il proprio luogo sacro. E' chiaro che stiamo parlando in questa sede di tangueri che non ballano secondo le regole e credetemi, non sempre sono i principianti che peraltro essendo alle prime armi sono più che giustificati... ma si tratta spesso di avanzati che pur di provare le figure che si sono chiavati nel cervello e pur di finirle, le fanno anche a costo di terminare un gancio tra le gambe del partner di un'altra coppia o di farsi largo a spintoni pur di andare dove avevano pensato di andare... nelle scuole si insegna a camminare in senso antiorario, non andare indietro e non piantarsi in pista in momenti musicali ritmici etc... molti non lo fanno perchè devono dare libero sfogo alle proprie prestazioni e questo non va bene. Di questi sto parlando.
Per tutto il resto (assassini, ladri, malacarne, maniaci sessuali, pedofili e stupratori) c'è la sicurezza alla porta d'ingresso e il 113.
Di maurizio (del 27/11/2008 @ 21:34:22, in tango, linkato 1110 volte)
2 letterine ai tangueri
Palermo, splendida giornata di sole, cielo azzurro
Caro tanguero, ti vedo, ti vedo sai? Quando fai il cabezeo a una donna per invitarla a ballare. Quasi con timidezza le prendi la mano e la conduci al centro della pista con eleganza, con sussiego, con rispetto e con delicatezza. E poi... quando la musica inizia la cingi con dolcezza in un abbraccio tanguero appassionato. Ti vedo sai? Quando la donna chiude gli occhi e si lascia portare fiduciosa per la pista. Hai un'espressione soddisfatta e orgogliosa... E cammini, col passo felpato del felino strusciando le suole sul pavimento... E stai attento a non urtare e a non essere urtato, per non far male alla tua compagna che ignara si concede il lusso di non guardare. E sembra che quel tango non debba mai finire...
Palermo (città di merda) , giornata di pioggia, cielo grigio
Caro tanguero, ti vedo, ti vedo sai? Quando fai un gestaccio a una donna per invitarla a ballare. L'afferri e non ti chiedi nemmeno se abbia finito di allacciarsi le scarpe o di sistemarsi i capelli e stritolandole la mano la trascini al centro della pista come fosse un mazzo di bietole a coste larghe, con spocchiosità, machismo fuori luogo e rozzezza. E poi quando la musica comincia, anzi non è nemmeno cominciata gia' ramazzi il pavimento con le scarpe di lei, ovviamente fuori tempo, con un abbraccio pitonesco perchè vuoi sentire bene le tette spalmate sul tuo petto. Ti vedo sai? Quando la donna con gli occhi sbarrati per la totale mancanza di fiducia e terrorizzata dagli scontri e dai calci che arrivano da tutte le parti non vede l'ora che finisca il tango per mandarti a cagare....
Il tango è come la vita. A volte è pura poesia, altre volte pura idiozia.
Di maurizio (del 17/11/2008 @ 17:09:36, in tango, linkato 1396 volte)
Ma ai tangueri piace il tango?
Mi sono posto tante volte questa domanda da duemilioni di dollari, le sere e nottate passate in milonga a guardare, a ballicchiare o a musicalizzare...
Mi sono posto questa domanda vedendo le solite coppie passarmi davanti e avere la sensazione che stessero ballando qualcosa di diverso dalla musica che andava in sala. Allora mi sono detto: - Avranno le cuffiette... non piace loro la musica che mando e quindi avranno le cuffie.... macchè... le orecchie libere, forse magari sporche, intasate di cerume ma a padiglione aperto.... e quindi? Ma cosa ballano? Fanno le stesse cose che sia D'Arienzo o che sia Pugliese, che sia Di Sarli o tango elettronico... e lo fanno anche male, nel senso che si fermano nel mezzo di un compas trascinante o camminano come pazzi in una pausa.... cazzo.... o sono geni o fanno veramente cagare... e siccome geni ne nascono uno ogni miliardo di abitanti... Vuoi vedere che abito in una città con dieci miliardi di abitanti e a questa serata sono stati invitati i dieci geni....no... troppo assurdo... Che poi sono le stesse persone che nemmeno è cominciata la serata e già mi chiedono di mettere gli elettronici o Gabriella Ferri (Lalallallalà...) oppure il Tango Greco o la Consoli.... Ma insomma: vi piace il tango? O vi fa schifo? Vi piacciono le orchestre che negli anni '40 hanno dato il meglio del tango? Certo anche a me piace vedere ballare tango su "Via Via.... vieni via con me...." del Conte astigiano ma ogni tanto. Avete mai sentito parlare di un certo Pugliese? Vabbè lasciamo stare. Non si devono per forza conoscere i nomi o riconoscere le orchestre col nome e cognome ma riconoscerne lo stile... andare a tempo e quantomeno seguire l'andamento del brano.... mi parrebbe il minimo... E invece no... Pum! Pam! Pum! Pam! Yum! Ba! Yum! Ba! e vedi gente ferma che fa il sandwichito bello fresco... tranquillo.... attorniati da coppie che rischiano di travolgerle perchè la musica va.... va.... e tu sei li che aspetti che la donna con calma ti passi attraverso la tomaia e ti strusci il piedino... sgrinf.... sgrinf.... sui pantaloni. E poi vai... vai anche tu... come un forsennato..... Peccato che proprio in quel momento il violinista ha deciso di fare il suo assolo lento e romantico e i bandoneon hanno deciso (che cretini!) di non battere piu' il compas.... ma tu vai vai.... lo stesso.... il tango sta per finire Tchan! Tchun...peccato il colpo finale ti ha colto di sorpresa..... ma è stato un bel tango lo stesso.... avanti un altro.
Musicalizador morto suicida sulla consolle.... penso che non arrivero' mai a questo gesto estremo pero' potrei rivolgere la canna verso la sala... questo si.... che avete capito? La canna da pesca per poter agganciare e sbattere fuori questi insensibili invasori di milonghe... Ma la cosa piu' bella è quando chiedono? E' una milonga o un vals? Io rispondo sempre allo stesso modo: - E' uguale, non c'e' differenza -
Tanto a che serve? Si muoverebbero allo stesso modo Che fosse Nicola di Bari o la Carrà o Strawinskij... E vabbè mi sono sfogato.... ma che ci posso fare. Un povero DJ deve anche poter esternare i suoi problemi... o no?
Di maurizio (del 09/11/2008 @ 21:50:08, in palermo, linkato 497 volte)
La Duca è morto! Viva La Duca!
E cosi se n'è andato un pilastro della nostra città. Uno che Palermo l'aveva amata veramente, al punto tale da conoscerne anche i pezzettini sparsi nelle pieghe dei vicoli, nei palazzi, nei magazzini, nella storia, nella memoria. Nessun altro meglio di lui ha saputo interpretare la storia e i perchè di questa città. Con lui scompare una biblioteca vivente, un deposito di sapienza.
Lui, ventenne, andava in giro per macerie durante la guerra annotando cosa avevano distrutto le bombe quel giorno. Io, ventenne spendevo soldi che spesso non avevo per comprare i suoi volumi dove lui raccontava per filo e per segno la città.
In un'epoca in cui i maestri non esistono piu'. Non si va piu' a bottega ad imparare il mestiere o l'arte, anche a scuola si impara poco rispetto al passato. Adesso c'e' la rete che sforna quantità inverosimili d'informazioni... lui scriveva articoli che raccoglieva in volumi, libri, saggi.... che oltre a fornire dati e snocciolare fatti ed eventi, lasciavano spazio a godibili ironie anche sui fatti tragici del passato, non mancando di bacchettare gli insulsi amministratori e politici che permettevano scempi e abbandoni di veri e propri tesori dell'arte di cui Palermo nonostante tutto è ancora piena. A parte la distruzione del Castellammare del 1922 a cui il La Duca dedico' un volume, non perdono' mai alle istituzioni il crollo di un'ala della Zisa, monumento unico al mondo e che oggi si porta queste ferite di mattoni rossi che si potevano benissimo evitare. E ancora lui dava risposte esaustive attraverso i suoi articoli a quanti gli chiedevano notizie (le piu' improbabili) sul nostro patrimonio storico.
Si scoprivano cosi chiesette bizantine sperdute nelle campagne tra Palermo e Monreale piuttosto che antichi sollazzi normanni oggi sepolti dalle immondizie, bastioni mai visti o piccole chiese annerite dal tempo, portali decorati irriconoscibili tra i fili dell'Enel e le decorazioni spontanee degli abitanti a base di sacchetti di plastica e tubi d'ogni genere. Il furto della statuetta che abbelliva lo spigolo di un palazzo in via Bandiera o il restauro mal fatto di una targa marmorea alla Cala.... la sepoltura di qualche nobile dimenticato o una mattonella decorata, una grotticella con graffiti, un fatto di memoria popolare, una guerra.... ha scritto di tutto quest'uomo e attraverso i suoi libri qualsiasi palermitano puo' veramente conoscere la storia della propria città che per fortuna non è fatta solo di politicanti, questuanti, zozzoni, amministratori allegri, analfabeti, reietti, commercianti falliti, ma anche di gente che ha ancora la gana di andarsene in giro per la città col naso all'insu' e scoprire ancora quanto di bello è rimasto a Palermo.
Grazie Rosario. Sei stato l'ultimo maestro vero di questa città.
Di maurizio (del 08/09/2008 @ 20:28:13, in palermo, linkato 580 volte)
Che caldo ragazzi! E dire che noi siciliani dovremmo esserci abituati! Ma forse con l'età si diventa meno tolleranti e allora ci sono cose che ti fanno incazzare che magari fino a qualche tempo fa manco le guardavi...
Della città abbandonata a sé stessa ne abbiamo già discusso... Ma d'altra parte i palermitani hanno votato questa amministrazione e quindi ora ce la suchiamo. Certo, forse ci sono stati dei brogli, anzi é sicuro che ci sono stati, qualcuno mi risulta che sia stato pure condannato... ma la giunta é ancora là, il sindaco (o presunto tale) pure e niente si é visto... boh! Sarà che questa é una città di giovani visto che tutti tollerano tutto... L'altro giorno facevo un giro con due amici polacchi a Palermo. Venivamo da Varsavia che non è certo la piu' bella città d'Europa... troppe architetture-arnia che ricordano ancora il passato recente pseudo-comunista, casermoni ristrutturati alla meglio a volte appena decenti, spesso grigi e tristi Eppure, mi sono vergognato di passeggiare con loro vedendo Palermo buia, sporca e silenziosa di tomba, di abbandono, non quel silenzio mistico dei luoghi vicini al cielo, ma un silenzio da mondo spento, eclissato, amurado direbbero a Buenos Aires... ecco la Piazza Marina (al buio) col Palazzo Steri e il ficus magnolioides piu' grande d'Europa (illuminato appena dalla luce delle candele del ristorante di fronte). E che dire della chiesa della catena austera e spenta... della cupola del teatro Massimo oscura, della fontana Pretoria senz'acqua dell'Amia che non fa il turno di raccolta la domenica...
Per fortuna allo Spasimo c'era un po' di pubblico che assisteva a una lettura soporifera di attori nonsocchè, ma il giardino del bastione era nella piu' atroce oscurità. Non so se i miei amici abbiano apprezzato le oscure bellezze della nostra città e dell'inesistente movida dei primi di settembre, ma sono certo che avranno apprezzato il mio sforzo nel descrivere quello che non c'era. Palermo è anche questo.
Di maurizio (del 29/04/2008 @ 00:49:34, in palermo, linkato 940 volte)
Mercoledi 23 e Giovedi 24 Aprile 2008, abbiamo rappresentato presso il Nuovo Montevergini a Palermo lo spettacolo 4 cunti.
Ci siamo divertiti molto a farlo. Il nostro intento primario era quello di comunicare attraverso il cunto alcune emozioni e ricordi che ci appartengono come persone e come palermitani.
Per la prima volta, si sono unite tre persone sulla scena che contemporaneamente hanno agito e si sono scambiati dei racconti durante lo stesso spettacolo attraverso la tecnica del cunto.
Il pubblico si è divertito e ha apprezzato anche se lo spettacolo essendo giovane e ancora in rodaggio presenta certamente dei punti migliorabili.
La cosa divertente è che alcune persone, dall'alto del loro pulpito l'hanno preso terribilmente nel... senso sbagliato.
Alcuni si sono sentiti defraudati di qualcosa che gli appartiene, altri hanno preso le distanze da questa operazione senz'altro coraggiosa ma che sicuramente non voleva togliere nulla a nessuno.
Sicuramente lo spettacolo ha fatto discutere, cosa che a noi fa grande piacere, ha sicuramente emozionato, ma non voleva essere una sfida a qualcuno che non ha bisogno certo di essere sfidato da noi.
In ogni caso, il cunto è patrimonio di tutti i siciliani e ogni siciliano puo' provare a farlo senza che nessuno gli possa dire nè come nè perchè.
Naturalmente come in tutte le cose che appartengono non solo alla sfera tecnica ma anche e soprattutto emotiva, ci dev'essere un'onestà interiore che ti permette di svelare se quella modalità o quel sentimento ti appartiene o meno.
Tutto cio' che si fa dovrebbe rispondere ad una vera esigenza interiore. E questa penso che noi tre l'abbiamo e l'abbiamo avuta nelle sere di rappresentazione.
Se non fosse cosi non si spiegherebbe come mai un Gaetano Lo Monaco Celano alle soglie dei quarant'anni arrivi a esternare il suo cunto dopo anni e anni di distillazione e di testimonianze familiari con quel coraggio e quell'emozione che gli si leggeva sul palco. E ancora non si spiegherebbe come mai un Maurizio Maiorana che porta in giro il suo cunto per l'Italia e all'estero da dieci anni non facendolo mai a Palermo per paura di dover attaccare il Potere (del cunto) costituito, oggi lo fa grazie ad una nuova presa di coscienza (AddioPizzo-AddioCunto).
E non potrebbe spiegarsi se non con un afflato di sincerità e di entusiasmo un Salvo Piparo che pur giovane a questa esperienza si sia dato con anima e corpo a proporre anche il proprio. E non si spiegherebbe infine, l'esigenza di uno tra i piu' titolati scenografi dell'isola (Fabrizio Lupo) di voler provocare quest'incontro di cunti diversi.
Che noi sappiamo non c'e' ancora un copyright sul Cunto siciliano, un Michael Jackson che ha acquistato i diritti d'autore, un caporione che puo' arrogarsi la paternità e con questa il diritto di farlo in esclusiva.
E nessuno ancora potrà mai dire qual è l'autentico cuntista e quale il falso se non seguendo i propri e personali parametri che non fanno testo. E mentre sollecitiamo le risposte da parte del libero pubblico, vi diamo l'arrivederci ai prossimi cento e cento cunti che partoriremo.
F.to Maurizio Maiorana, Salvo Piparo, Gaetano LM Celano
Di maurizio (del 25/01/2008 @ 12:05:31, in Tango, linkato 975 volte)
Grande pubblico ieri al Moods di Zurigo per il concerto del Cuarteto Palermo, 4 bis richiesti e standing ovation, ma il sottoscritto ha dovuto fare dei salti mortali per spiegare in una lingua non sua cio' che sta accadendo in Italia perche' il pubblico svizzero e' curioso, non si accontenta di sapere perche' Gardel o perche il tango. Vuole di piu'. E io come faccio a spiegare a un pubblico che viene a sentire tango perche' esistono degli inguardabili uomini politici che voltano gabbana e per problemi personali legati alle loro stesse malefatte devono mettere di mezzo un Paese? Devo dire che Mastella e' una merda? Oppure che c'e' un comunista come Turigliatto che per troppa ideologia o per protagonismo va contro la propria coalizione? O forse devo spiegare che c'e' un rincoglionito come Dini che di colpo non si sente piu' di sinistra e vota con la destra? E che dire di Cusumano dell'Udeur che solo perche' e' rimasto fedele alla coalizione ha dovuto subire l'attacco con "sgracco" del suo compagno di partito? Come si fa a spiegare in un concerto di tango che l'Italia e' l'artefice non solo della maggior parte della musica del tango ma anche dei disastri argentini economici e politici? Per non parlare della presidenza del Cuffaro condannato che rimane al potere perche' non gli hanno riconosciuto il chiaro appoggio alla mafia... e i cinque anni e l'interdizione ai pubblici uffici non contano nulla? Per fortuna poi qualcuno glielo ha detto e quindi ce lo ritroveremo al Senato piu' pimpante che mai. E mentre il Walter decide di correre da solo (megghiu suli...) avanti ancora il Berlusca... (chissa' perche' odiatissimo all'estero...) Tutto questo mentre le note di Volver e di Uno andavano a toccare le corde sensibili del pubblico che grazie a Dio vuole conoscere giustamente questo strano paese peno di immondizie non smaltite, miliardari padroni di tutto anche di cio' che non dovrebbero possedere, e gente che si lamenta perche' deve pagare le tasse. A Palermo mi capita spesso di sentire inveire contro Prodi che fa pagare le tasse da gente che lavora in nero e tasse non ne ha mai pagate e non ne paghera' mai. E il delinquente Cuffaro che ha un milione e mezzo di siciliani che lo votano, come faccio a spiegarlo agli Svizzeri? E come spiego al pubblico d'oltralpe la mia scelta di continuare a vivere in Sicilia? Ogni volta mi fa sempre piu' schifo tornare ma penso pero' che c'e' molto da fare e finche' c'e' vita c'e' speranza. Intanto consoliamoci col tango che nonostante tutto avvicina i popoli e mette in comunicazione gente diversa per mentalita', cultura, istruzione... quello che la politica fa per opportunismo e convenienza, il tango lo fa per pura emozione. E questo e' molto bello.
Di maurizio (del 13/12/2007 @ 18:14:33, in tango, linkato 847 volte)
Beh… non posso non parlare del Sicilia Tango Festival, ovviamente non per autocelebrazione ma piuttosto per l’altrui decerebrazione…
Non volevo infatti soffermarmi su come e’ o non e’ andato, tanto si sa che e’ andato benissimo e che siamo molto felici di questo, consapevoli ancora di avere dato un contributo al tango, e anche allo sviluppo del tango che dalle nostre parti e’ difficile diffondere dato che la gente bisogna portarla qui quasi a forza, visto che la storia e la geografia del nostro luogo non ci aiutano.
Ma anche questa volta lo sforzo lo abbiamo voluto fortemente sostenere e la gente (quella appassionata realmente) ci ha ripagato a dovere venendo un po’ da tutte le parti.
Peccato (per loro ovviamente) che tanta gente di Palermo cosiddetta tanguera non l’abbiamo vista proprio e non parlo degli assenti cronici che ballano il tango sempre e comunque acquattati tra le loro mura, quelli lo sappiamo che fanno del tango il loro ghetto, ma piuttosto mi riferisco agli altri che ruotano comunque attorno al tango e che hanno perso una grande occasione per conoscere maestri grandissimi, lavorare con loro, ballare con gente diversa e con diversi modi d’intendere e di volere il tango.
E non parlo nemmeno di gente che viene alla nostra scuola o che non viene. Questo e’ un discorso trasversale. Molti di altre scuole sono venuti, altri della nostra mancavano.
Non credo nemmeno alla barzelletta dei costi alti, visto che il Festival non e’ tutte le settimane e chi non capisce perche’ una milonga di un festival, costi piu’ che una milonga normale e’ solo una questione di neuroni mancanti. Non devo certo io spiegare a nessuno quali sono i costi e i rischi che si mettono in gioco in una manifestazione del genere.
Dei sette peccati capitali qualcuno forse posso giustificarlo che so… la lussuria… ma l’avarizia per me e’ inspiegabile…
Io personalmente poi non ballo nemmeno tanto ma mi accorgo di avere partecipato a tanti festival solamente per la voglia di conoscere gente nuova, interessante a volte, posti nuovi, musica varia… Ma forse non per tutti queste cose sono importanti, forse molti non hanno il tempo, i soldi e la voglia di partire per partecipare a un festival, ma cacchio… a Palermo potrebbero anche farlo.
Diciamo che il nostro e’ un festival che attira stranieri e questo ci sta bene perche’ senno’ non sarebbe un festival internazionale… Comunque, nonostante la fatica, le nottate, la bile che si fa, lo stress, devo dire che mi sono divertito e che l’atmosferea che si e’ creata e’ stata bella.
Molti mi chiedono di replicare ai commenti sentendo un po’ i loro comments come cadere nel vuoto, ma questo non e’ un forum di discussione e i commenti vengono comunque letti da tutti e chi vuole puo’ anche replicare.
E’ anche vero che le ultime volte ho anche replicato, vedremo dunque; se e’ il caso trasformeremo un po’ questo blog facendolo diventare un po’ piu’ dialettico…
Intanto, bentornati. Sono stato assente fisicamente e mentalmente. Adesso ci sono.
Ciao.
Di maurizio (del 22/09/2007 @ 09:37:15, in palermo, linkato 1675 volte)
Aiuto! Stiamo affogando nella merda! Qualcuno ci salvi! Sput…Splut… Puahhh…
Ecco: siamo affogati. Pazienza. La verita’ e’ che quasi piu’ nessuno ci fa caso, siamo oramai cosi’ abituati ad essere nella merda. Parlo della quinta citta’ d’Italia per popolazione residente ma novantacinquesima per vivibilita’. Eppure qualche anno fa eravamo risaliti fino all’ottantesimo posto!
Giovedi scorso (20 settembre 2007) ho visto dopo mesi finalmente gente che si divertiva. Ballava tango ai Candelai. Nonostante il caldo. Questo mi ha rincuorato. Ancora c’e’ gente che si diverte e che con pochi euros puo’ trascorrere una serata in allegria, sudando, ballando, ascoltando musica, bevendo come in tutte le milonghe del mondo accade. Solo in questi luoghi ho la percezione di essere in una citta’ del mondo, non importa quale. Ma, ahime’ usciti dalla milonga ci accorgiamo che la realta’ e’ ben diversa. Io faccio il musicista e l’attore ma penso che nessuno di noi sia nelle condizioni di fare al meglio il proprio mestiere quando si e’ “governati” da questi cialtroni. Ma i cittadini dove sono? Anzi, dove siamo? Abbiamo perso la capacita’ d’incazzarci che lo facciamo solamente in macchina in mezzo al traffico?
Ma ci pare normale a noi palermitani che la quinta citta’ di una nazione come l’Italia con un sindaco (e che sindaco!) eletto a Maggio, ancora ad Agosto non aveva espresso i suoi assessori di giunta e la citta’ per tutta l’estate e’ stata in balia del nulla? Che vogliamo scherzare? Niente servizi, niente vivibilita’ e visibilita’. Niente spettacoli perche’ niente bilancio, niente di niente. Hanno annunciato Kals’art (la rassegna estiva culturale) almeno un paio di volte. Abbiamo stabilito la data del concerto tre volte. Gli organizzatori hanno messo in moto la macchina quattro volte. E poi… Tutto si dissolve PUM… come una scorreggia direbbe Gaber. Una citta’ morta e sepolta (e non solo dalla spazzatura che e’ sempre di piu’). Io quando vado fuori a suonare e cantare mi vergogno di dire che vengo da Palermo e non lo dico. Mi faccio l’accento finto del nord e dico che vivo all’estero. Perche’ mi scoccia sentire sempre gli stessi commenti: “ Palermo e’ bellissima ma come la tenete?” uno schifo: macerie, sporcizia, gente che non rispetta le piu’ elementari regole civiche, mafia, classe politica inguardabile, imprenditoria inesistente amministratori corrotti (non e’ un caso che la piazza dove sorge il municipio venga chiamata della vergogna),
E poi la gente si fa i cazzi suoi. Pretende servizi che non saprebbe nemmeno apprezzare, non paga mai niente, non vuole fare le code, sporca la citta’ (Palermo non e’ sporca soltanto perche’ i servizi municipali fanno schifo). E allora?
Prendiamo esempio dai tangueri: pagano il biglietto, ballano, bevono, si abbracciano, sudano e poi… a casa. E in piu’ si divertono. Dimenticare Palermo: l’unica ricetta per ricordarsi che esiste.
Di maurizio (del 17/06/2007 @ 15:37:46, in tango, linkato 723 volte)
Mi viene in mente una canzone molto triste ma molto bella (di Bindi e Califano) che a suo tempo fu lanciata da Ornella Vanoni): Ecco... la musica e' finita gli amici se ne vanno... Ed e' proprio questa la sensazione che ho avuto dopo gli ultimi tanghi dell'ultima milonga del Tango Beach. Da li ho capito quanto la gente (me compreso) sia stata vicina a condividere questi momenti non solamente di tango ma di gruppo. E' stato il Festival (seppur piccolo) degli incontri, degli scambi, dello stare assieme. Non ci sono stati i soliti equivoci, malintesi, incazzature tipiche dei festival, ma tutto e' andato liscio e bello. E la giornata di Sabato che e' stata un disastro dal punto di vista meteorologico ha costretto la gente tutta in albergo a cercare di far passare il tempo. Ma forse e' stata proprio quella giornata che ha cementato gli umori, gli amori fugaci, le discussioni... Insomma tutto questo panegirico buonista mi serve per dire che m'e' piaciuto proprio e il bilancio non puo' che essere positivo. Ricordatevi cari partecipanti di questo piccolo festival di fine primavera che se dovesse diventare piu' grande acquisterebbe magari in importanza e in prestigio ma perderebbe sicuramente quell'aria di familiarita' che ha avuto e che mi ricordero' per un pezzo. Questo e' lo spirito che noi cerchiamo di creare durante i festival. Far sentire a casa gli stranieri, integrare i gruppi delle altre scuole che magari poco ci conoscono, non soltanto per cortesia ma perche' e' bello. Punto. E ancora una cosa importante (e di questo siamo noi responsabili) cercare di invitare maestri (bravi) che tra loro si rispettano e si stimano: cosa che fa lievitare il clima di benessere. Fin qua ho scritto le cose positive. Gli eventuali errori o difetti di qualsiasi tipo li lascio scrivere a voi in risposta a questo blog. Un pensiero va a Virginia che non era tra noi perche' in Congo ad occuparsi di ben altre emergenze umane e che vive sorvegliata da gente armata. C’e’ mancata al Tango Beach. Ma cliccando sul suo nome potremo vederla in compagnia dei bambini congolesi. Un altro pensiero e’ per Gio’ che ci guarda dall’alto e che con la sua forza ci ha permesso di realizzare il primo evento anche senza il suo aiuto materiale. Ecco… la musica ricomincia. Arrivederci ad Ottobre al Sicilia Tango Festival… Le immagini fotografiche potrete trovarle su www.tangobeach.net P.S. tutte le parole di colore diverso sono cliccabili e interattive
Di maurizio (del 14/05/2007 @ 18:24:55, in palermo, linkato 731 volte)
Un giorno. Un giorno forse tutti riusciranno a dire addio pizzo e a non pagarlo. Per ora accontentiamoci di poche aziende e molte associazioni che il pizzo non lo pagherebbero comunque… Pero’ era importante esserci e anche se per un giorno e mezzo valeva la pena di vedersi insieme. E’ stata una bella festa all’insegna degli incontri, tanti, sara’ perche’ in campagna elettorale i candidati girano di piu’ in cerca di accchiappar voti, sara’ perche’ dopo il malo-tempo finalmente un weekend discreto invogliava a uscire… Sara’ perche’ la gente ha voglia di non pagare il pizzo e mangiare la pizza all’aperto… Non so. Intanto il pizzo lo pagano quasi tutti e nessuno o quasi denuncia i pizzaioli che lo chiedono. Forse per questo l’addio pizzo e’ ancora indisturbato. I commercianti hanno paura di non pagarlo. E tra tasse regolari, pizzo illegale, strozzini e crisi economica solo Dio sa come ce la fanno. Ma si sa, i commercianti hanno l’anima del commerciante e non potrebbero fare altro se non questo… Noi non vendevamo nulla se non il tango. La musica andava libera per l’aria quando si poteva (quando il volume degli altri lo permetteva), ma tangueri se ne sono visti pochi. Ci sarebbero stati i momenti buoni per ballare per strada che ha un fascino particolare ma soltanto la Domenica pomeriggio qualcuno (i soliti quattro) si e’ arrischiato. Bisogna aver piu’ coraggio tangueri miei… Come siete abitudinari! Se non c’e’ una milonga vera e propria non si puo’ ballare il tango? Guardate questa foto:tango con macchina distrutta con una signora senza casa sullo sfondo che impreca (sentite la voce) contro Cammarata che intanto vince le elezioni. Da mesi o,da anni nessuno non fa nulla per mettere fine a questa pietosa condizione di sans-papiere a dispetto degli anni della signora, delle intemperie, dell’ordine pubblico, dell’igiene, del decoro, dell’umanita’ etc etc… Ma quante di queste qualita’ si annidano nell’animo dei nostri politici? E’ cosi’ difficile dare una sistemazione a una signora di una certa eta’ che soffre all’addiaccio e che rischia di morire per strada sommersa dai rifiuti? Che schifo! Ancora una volta grazie al tango abbiamo conosciuto una situazione estrema che colpisce la nostra citta’( e non solo) e che nessuno si preoccupa di risolvere.
Di maurizio (del 07/04/2007 @ 17:57:18, in tango, linkato 1369 volte)
Av: - Ciao, come stai? Ns: - Ciao, bene. E tu? Av: - bene anch’io, per fortuna c’e’ il tango che ci toglie i pensieri… Ns: - Gia’. A proposito: Tu studi ancora? Av: - Certo, si puo’ e si deve sempre migliorare, no? Ns: - Si e’ vero. Ma arrivati a un certo punto ci si stanca anche di stare ad ascoltare lezioni, consigli… si puo’ andare con le proprie gambe no? Av: - Questo e’ vero pero’ fino a un certo punto. C’e’ sempre qualcuno che ne sa piu’ di te e che ti puo’ insegnare qualcosa… Ns:- ma tu da quanti anni balli? Av: - Non so, da cinque, sei forse… Ns: - Ah, e dove insegni? Av:- Insegno cosa? Ns:- Tango ovviamente… Av:- No, guarda, io ballo tango e voglio farlo sempre meglio, ma non sono mica un maestro… Ns:-Beh. Dopo cinque anni possiamo tutti essere maestri… Av:- Ah si? Non lo sapevo. Tu insegni? Ns: - Certamente avro’ una quindicina di allievi… Av:- Strano non li ho mai visti in milonga Ns:-preferiscono ballare a scuola, tra di loro… Av:- Meno male, sai che disastro se dovessero invadere le milonghe… Ns:- Che vuoi dire? Che non sanno ballare?? Av:- Mai detto questo. Ma se non sentono la necessita’ di confrontarsi con gli altri, se vede che sono come minimo insicuri… Ns: - No, il fatto e’ che e' un gruppo affiatato che non vuole ingerenze… Av:- Ah e tu la milonga la chiami ingerenza? Ns: - Uffa che sei palloso… E’ cosi e basta… Av:- la verita’ e’ che oramai esistono solo tre livelli di tangueri… Ns:- Ossia? Av:- Principianti, Intermedi e Maestri. Gli avanzati siamo una razza quasi estinta. Ns:- Perche’ non dovremmo essere maestri se sappiamo piu’ cose degli altri? Av:- Di quali altri? Dei principianti? E per questo si e’ maestri? Ma non vi vergognate? Non sapete nemmeno stare in piedi e vi mettete a insegnare? Ma che cosa avete capito del tango? Che dopo qualche anno di lezioni si diventa maestri? Tutto qui? Oppure date sfogo alle vostre frustrazioni che vi inducono ad essere chiamati maestri? Ma state attenti perche' maestri si e' riconosciuti e non semplicemente chiamati. E agli allievi non ci pensate, che dopo qualche mese o anno vagano di scuola in scuola sperando che qualche anima buona possa rimetterli in piedi dopo i disastri che gli avete combinato? E i Veri maestri allora chi sono per voi? Colleghi? Ns: - No, certo, ci sono maestri e maestri, noi siamo di nuova generazione… Av: - e magari anche pieni di talento… no? Quanto guadagnate alle spalle degli ignari utenti? Cinquecento, mille al mese? Certo e’ un business. Ma tutto a svantaggio del tango. Io mi vergognerei se qualcuno mi dovesse chiamare maestro, ma capisco che una faccia da salvare non ce l’abbiamo tutti. Ns:- Mi hai proprio scocciato adesso. Chi ti credi di essere? Av: - Io? Te l’ho detto: un avanzato. E basta. Uno che ha ancora l’entusiasmo di studiare e ballare senza per questo credersi un maestro. E tu? Ns: - Io sono un maestro, nel mio piccolo… Av: - molto piccolo direi, quasi microscopico… Beh, guarda ora devo andare, ci vediamo in milonga… Ns: - Si se potro’ verro’ in milonga…
L’avanzato ando’ via sentendosi addosso quasi di essere non un avanzato ma un avanzo della societa’ sempre piu’ piena di cosiddetti maestri e piu’ povera di tangueri…
Di maurizio (del 21/03/2007 @ 11:05:32, in tango, linkato 1037 volte)
Venerdi 16 Marzo. Un venerdi come tanti, aspettando la primavera che e' arrivata gia' da novembre (e invece oggi che e' primavera e' arrivato l'inverno... ma questa e' un'altra storia...) un venerdi dicevo, come tanti. Io sono arrivato presto alle 20.30 in milonga. Non c'era nessuno, anzi due persone. Quasi svogliatamente (la voglia mi viene sempre verso le 22) pongo un CD dentro il lettore. Il lettore non lo legge, mi dà errore, anche questo e' normale insisto e finalmente va. La gente e' ancora poca sono le 21.00 qualcuno mangia, altri bevono, pochi ballano... Tanturi, Pugliese, D'Arienzo e gia' qualcuno scassa le balls che vuole i tanghi elettronici... Pazienza, l'ignoro (io ho molta pazienza)e vado a Di Sarli, la gente giunge piu'numerosa, senza fretta come se dovessero ballare tango fino alle 5. Ma va bene... senza stress. Un benessere comincia a pervadermi dentro, ma cos'e'? Strano, la gente e' tranquilla, passa ballando sotto la consolle, ammicca, sorride. Guardo meglio: nessuno tira calci, nessuno urta, nessuno bestemmia, nessuno si tocca i piedi indolenziti dal solito tacco a spillo penetrante... e che e'? Rilassati gli sguardi, chusi gli occhi, donne che si abbandonano, uomini con meno ansia da prestazione... Eppure e' un normale venerdi di Marzo. Guardando bene mancano una decina di persone rispetto al normale. Vuoi vedere che sono proprio quelle dieci persone che in genere creano scompiglio (e a me soprattutto scompiscio)? Finalmente la milonga gira, tranquilla, serena. La milonga del Venerdi. Immagino di vedere quelle cinque coppie mancanti tutti assieme a godere di altri piaceri, magari al ristorante. Ecco al ristorante dovrebbero andare ogni Venerdi. Per poter trasformare un normalissimo venerdi di milonga in un Venerdi veramente speciale.
Di maurizio (del 23/02/2007 @ 13:58:29, in tango, linkato 855 volte)
Ci siamo fatti una bella scorpacciata di tango per due settimane. Abbiamo avuto la milonga dei Candelai affollata per ben sei volte in due weekend e questo ci ha anche permesso di uscire indenni anche economicamente dalle onerose prestazioni di Veron. E a proposito di Pablito, penso che quei pochi tangueri che domenica notte hanno avuto la fortuna di assistere alle spontanee evoluzioni del ballerino argentino non se lo dimenticheranno tanto facilmente. Ma purtroppo devo ancora una volta rimarcare l’accento sul modo di utilizzare la pista che a volte o cari tangueri, mi lascia senza fiato. Qualcuno continua a scambiare la pista da ballo per un palcoscenico dove esibire le proprie frustrazioni che si traducono spesso, in miserabili tentativi di emulare l’inemulabile, di tentare l’intentabile, in poche parole: pietose dimostrazioni di nulla che pero’ a volte ledono la liberta’ altrui. Non credo infatti che alla gente che ama ballare tranquillamente abbracciata piaccia avere qualche tacco infilato dentro una scarpa o un gomito in faccia o semplicemnete essere urtato solo perche’ bisogna a tutti i costi concludere una figura anche se non c’e’ spazio. Molti ballano fregandosene della musica, o forse non se ne fregano ma semplicemente non la sentono-capiscono-percepiscono ma questi sono fatti loro finche’ non fanno male a nessuno. Ma in questi sei giorni ho dovuto un po’ redarguire gente che andava contromano o che si fermava per… impartire lezioni al partner (!) o peggio ballare dissennatamente andando addosso alla gente magari con la bottiglia di birra nelle mani. Io alcune di queste le conosco, altre no non so chi siano ma non importa far nomi, dovrebbero essere i tangueri stessi amanti del ballo e non io umile DJ al servizio di chi balla a doverlo dire o a dovermi incacchiare. Dovreste essere voi tangueri a non permettere l’invasione selvaggia della pista, senza timore di innescare liti perche’ tutto si puo’ dire civilmente ma fermamente. A Buenos Aires succede e succede sempre piu’ spesso nelle citta’ dove si balla bene che la gente che molesta sia messa fuori pista. Pensateci. Non venite da me a lamentarvi perche’ ho il microfono, siete tanti in pista e siete direttamente interessati a che la milonga possa respirare e girare bene senza intoppi. Ma non vi siete rotti di sopportare ancora questi pietosi artefici di brutte cavalcate milonguere? Io si. Ma non puo’ bastare. Bisogna che Voi decidiate. O no? Comunque sappiate che ho affrontato l’argomento soprattutto perche’ testimone non solamente delle stomachevoli evoluzioni, ma soprattutto delle copiose lamentele che mi giungono proprio da parte vostra. Meditate gente, meditate…
Di maurizio (del 03/01/2007 @ 15:25:54, in palermo, linkato 1868 volte)
Anno nuovo vecchie abitudini… Gli alberi di arance amare di Via Marco Polo sono state le piu’ belle note di colore di queste feste in cui la citta’ e’ stata consegnata in mano a folle di esauriti in macchina a tutte le ore ansiosi di spendere e spandere tredicesime. Strade larghe come ad esempio Corso Olivuzza sono diventati miserabili viottoli intasati di macchine all’inverosimile. Sui marciapiedi la gente si scontrava. E tra scivoli (quando c’erano) bloccati da auto e motorini, casse di frutta e verdura e ogni mondezza possibile e immaginabile anche gli ausiliari del traffico solitamente pignoli hanno dovuto calare le braghe di fronte a cotanta umanita’ mononeuronica. Ora siamo in campagna elettorale. I nuovi sindaci avanzano. Sicuramente quello vecchio e’ da cassare impietosamente. Mi ricordo il primo Gennaio del 2002. Li’ ebbi la prova del cambiamento che era avvenuto dopo due legislature orlandiane (discutibili quanto si vuole ma quantomeno piu’ aderenti ad una forma di civilta’ europea). Quel primo Gennaio dunque, vidi una quantita’ enorme di immondizie accumulate durante l’ultimo dell’anno a cui non ero piu’ abituato. La nuova giunta non era stata capace di organizzare un servizio di raccolta all’alba del primo gennaio! Sembrerebbe una stronzata, ma da queste (piccole?) cose si misura il grado di civilta’ di un’amministrazione. Adesso dopo cinque anni di medioevo culturale forse ci siamo riabituati a queste porcate e nessuno probabilmente avra’ piu’ notato che questo primo gennaio 2007 all’albeggiare del nuovo anno, la citta’ era ancora una volta invasa dalla spazzatura. Neanche questa volta (spero sia l’ultima), la nostra amministrazione comunale e’ riuscita ad organizzare la raccolta rifiuti della notte di capodanno! Facciamoci un giretto in quell’Europa di cui pretendiamo far parte e vediamo come funzionano le citta’, i servizi, forse ci fara’ bene e farebbero bene a farsi un giretto i nostri sindaci e assessori prima di sbandierare cartelloni pubblicitari larghi metri sei con delle scritte e slogan agghiaccianti che inneggiano alla bellezza e alla rinascita della citta’. Che Palermo sia bella ne dubito molto, che potrebbe esserlo o che lo sia stata lo so per certo, ma finiamola cari amministratori di sbandierare slogan trionfalistici in questo momento in cui Palermo e’ invece additata come la citta’ piu’ inquinata d’Italia, dove il centro storico e’ intasato di auto, le isole pedonali non esistono o quasi, le piste ciclabili sono solo bestemmie, l’immondizia e’ dappertutto… Vergognatevi invece se avete ancora un briciolo di dignita’. Ve lo dice un cittadino che la sua citta’ la ama per davvero anche se non sa perche’…