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La Duca. Un maestro per tutti
Di maurizio (del 09/11/2008 @ 21:50:08, in palermo, linkato 294 volte)
La Duca è morto! Viva La Duca! E cosi se n'è andato un pilastro della nostra città. Uno che Palermo l'aveva amata veramente, al punto tale da conoscerne anche i pezzettini sparsi nelle pieghe dei vicoli, nei palazzi, nei magazzini, nella storia, nella memoria. Nessun altro meglio di lui ha saputo interpretare la storia e i perchè di questa città. Con lui scompare una biblioteca vivente, un deposito di sapienza. Lui, ventenne, andava in giro per macerie durante la guerra annotando cosa avevano distrutto le bombe quel giorno. Io, ventenne spendevo soldi che spesso non avevo per comprare i suoi volumi dove lui raccontava per filo e per segno la città. In un'epoca in cui i maestri non esistono piu'. Non si va piu' a bottega ad imparare il mestiere o l'arte, anche a scuola si impara poco rispetto al passato. Adesso c'e' la rete che sforna quantità inverosimili d'informazioni... lui scriveva articoli che raccoglieva in volumi, libri, saggi.... che oltre a fornire dati e snocciolare fatti ed eventi, lasciavano spazio a godibili ironie anche sui fatti tragici del passato, non mancando di bacchettare gli insulsi amministratori e politici che permettevano scempi e abbandoni di veri e propri tesori dell'arte di cui Palermo nonostante tutto è ancora piena. A parte la distruzione del Castellammare del 1922 a cui il La Duca dedico' un volume, non perdono' mai alle istituzioni il crollo di un'ala della Zisa, monumento unico al mondo e che oggi si porta queste ferite di mattoni rossi che si potevano benissimo evitare. E ancora lui dava risposte esaustive attraverso i suoi articoli a quanti gli chiedevano notizie (le piu' improbabili) sul nostro patrimonio storico. Si scoprivano cosi chiesette bizantine sperdute nelle campagne tra Palermo e Monreale piuttosto che antichi sollazzi normanni oggi sepolti dalle immondizie, bastioni mai visti o piccole chiese annerite dal tempo, portali decorati irriconoscibili tra i fili dell'Enel e le decorazioni spontanee degli abitanti a base di sacchetti di plastica e tubi d'ogni genere. Il furto della statuetta che abbelliva lo spigolo di un palazzo in via Bandiera o il restauro mal fatto di una targa marmorea alla Cala.... la sepoltura di qualche nobile dimenticato o una mattonella decorata, una grotticella con graffiti, un fatto di memoria popolare, una guerra.... ha scritto di tutto quest'uomo e attraverso i suoi libri qualsiasi palermitano puo' veramente conoscere la storia della propria città che per fortuna non è fatta solo di politicanti, questuanti, zozzoni, amministratori allegri, analfabeti, reietti, commercianti falliti, ma anche di gente che ha ancora la gana di andarsene in giro per la città col naso all'insu' e scoprire ancora quanto di bello è rimasto a Palermo. Grazie Rosario. Sei stato l'ultimo maestro vero di questa città.