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 Maurizio Maiorana - Blog... di maurizio
 
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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di maurizio (del 14/05/2007 @ 18:24:55, in palermo, linkato 507 volte)
Un giorno. Un giorno forse tutti riusciranno a dire addio pizzo e a non pagarlo. Per ora accontentiamoci di poche aziende e molte associazioni che il pizzo non lo pagherebbero comunque… Pero’ era importante esserci e anche se per un giorno e mezzo valeva la pena di vedersi insieme. E’ stata una bella festa all’insegna degli incontri, tanti, sara’ perche’ in campagna elettorale i candidati girano di piu’ in cerca di accchiappar voti, sara’ perche’ dopo il malo-tempo finalmente un weekend discreto invogliava a uscire… Sara’ perche’ la gente ha voglia di non pagare il pizzo e mangiare la pizza all’aperto… Non so. Intanto il pizzo lo pagano quasi tutti e nessuno o quasi denuncia i pizzaioli che lo chiedono. Forse per questo l’addio pizzo e’ ancora indisturbato. I commercianti hanno paura di non pagarlo. E tra tasse regolari, pizzo illegale, strozzini e crisi economica solo Dio sa come ce la fanno. Ma si sa, i commercianti hanno l’anima del commerciante e non potrebbero fare altro se non questo… Noi non vendevamo nulla se non il tango. La musica andava libera per l’aria quando si poteva (quando il volume degli altri lo permetteva), ma tangueri se ne sono visti pochi. Ci sarebbero stati i momenti buoni per ballare per strada che ha un fascino particolare ma soltanto la Domenica pomeriggio qualcuno (i soliti quattro) si e’ arrischiato. Bisogna aver piu’ coraggio tangueri miei… Come siete abitudinari! Se non c’e’ una milonga vera e propria non si puo’ ballare il tango? Guardate questa foto:tango con macchina distrutta con una signora senza casa sullo sfondo che impreca (sentite la voce) contro Cammarata che intanto vince le elezioni. Da mesi o,da anni nessuno non fa nulla per mettere fine a questa pietosa condizione di sans-papiere a dispetto degli anni della signora, delle intemperie, dell’ordine pubblico, dell’igiene, del decoro, dell’umanita’ etc etc… Ma quante di queste qualita’ si annidano nell’animo dei nostri politici? E’ cosi’ difficile dare una sistemazione a una signora di una certa eta’ che soffre all’addiaccio e che rischia di morire per strada sommersa dai rifiuti? Che schifo! Ancora una volta grazie al tango abbiamo conosciuto una situazione estrema che colpisce la nostra citta’( e non solo) e che nessuno si preoccupa di risolvere.
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Di maurizio (del 07/04/2007 @ 17:57:18, in tango, linkato 976 volte)
Av: - Ciao, come stai?
Ns: - Ciao, bene. E tu?
Av: - bene anch’io, per fortuna c’e’ il tango che ci toglie i pensieri…
Ns: - Gia’. A proposito: Tu studi ancora?
Av: - Certo, si puo’ e si deve sempre migliorare, no?
Ns: - Si e’ vero. Ma arrivati a un certo punto ci si stanca anche di stare ad ascoltare lezioni, consigli… si puo’ andare con le proprie gambe no?
Av: - Questo e’ vero pero’ fino a un certo punto. C’e’ sempre qualcuno che ne sa piu’ di te e che ti puo’ insegnare qualcosa…
Ns:- ma tu da quanti anni balli?
Av: - Non so, da cinque, sei forse…
Ns: - Ah, e dove insegni?
Av:- Insegno cosa?
Ns:- Tango ovviamente…
Av:- No, guarda, io ballo tango e voglio farlo sempre meglio, ma non sono mica un maestro…
Ns:- Beh. Dopo cinque anni possiamo tutti essere maestri…
Av:- Ah si? Non lo sapevo. Tu insegni?
Ns: - Certamente avro’ una quindicina di allievi…
Av:- Strano non li ho mai visti in milonga
Ns:- preferiscono ballare a scuola, tra di loro…
Av:- Meno male, sai che disastro se dovessero invadere le milonghe…
Ns:- Che vuoi dire? Che non sanno ballare??
Av:- Mai detto questo. Ma se non sentono la necessita’ di confrontarsi con gli altri, se vede che sono come minimo insicuri…
Ns: - No, il fatto e’ che e' un gruppo affiatato che non vuole ingerenze…
Av:- Ah e tu la milonga la chiami ingerenza?
Ns: - Uffa che sei palloso… E’ cosi e basta…
Av:- la verita’ e’ che oramai esistono solo tre livelli di tangueri…
Ns:- Ossia?
Av:- Principianti, Intermedi e Maestri. Gli avanzati siamo una razza quasi estinta.
Ns:- Perche’ non dovremmo essere maestri se sappiamo piu’ cose degli altri?
Av:- Di quali altri? Dei principianti? E per questo si e’ maestri? Ma non vi vergognate? Non sapete nemmeno stare in piedi e vi mettete a insegnare? Ma che cosa avete capito del tango? Che dopo qualche anno di lezioni si diventa maestri? Tutto qui? Oppure date sfogo alle vostre frustrazioni che vi inducono ad essere chiamati maestri? Ma state attenti perche' maestri si e' riconosciuti e non semplicemente chiamati. E agli allievi non ci pensate, che dopo qualche mese o anno vagano di scuola in scuola sperando che qualche anima buona possa rimetterli in piedi dopo i disastri che gli avete combinato? E i Veri maestri allora chi sono per voi? Colleghi?
Ns: - No, certo, ci sono maestri e maestri, noi siamo di nuova generazione…
Av: - e magari anche pieni di talento… no? Quanto guadagnate alle spalle degli ignari utenti? Cinquecento, mille al mese? Certo e’ un business. Ma tutto a svantaggio del tango. Io mi vergognerei se qualcuno mi dovesse chiamare maestro, ma capisco che una faccia da salvare non ce l’abbiamo tutti.
Ns:- Mi hai proprio scocciato adesso. Chi ti credi di essere?
Av: - Io? Te l’ho detto: un avanzato. E basta. Uno che ha ancora l’entusiasmo di studiare e ballare senza per questo credersi un maestro. E tu?
Ns: - Io sono un maestro, nel mio piccolo…
Av: - molto piccolo direi, quasi microscopico… Beh, guarda ora devo andare, ci vediamo in milonga…
Ns: - Si se potro’ verro’ in milonga…

L’avanzato ando’ via sentendosi addosso quasi di essere non un avanzato ma un avanzo della societa’ sempre piu’ piena di cosiddetti maestri e piu’ povera di tangueri…
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Di maurizio (del 21/03/2007 @ 11:05:32, in tango, linkato 660 volte)
Venerdi 16 Marzo. Un venerdi come tanti, aspettando la primavera che e' arrivata gia' da novembre (e invece oggi che e' primavera e' arrivato l'inverno... ma questa e' un'altra storia...) un venerdi dicevo, come tanti. Io sono arrivato presto alle 20.30 in milonga. Non c'era nessuno, anzi due persone. Quasi svogliatamente (la voglia mi viene sempre verso le 22) pongo un CD dentro il lettore. Il lettore non lo legge, mi dà errore, anche questo e' normale insisto e finalmente va. La gente e' ancora poca sono le 21.00 qualcuno mangia, altri bevono, pochi ballano... Tanturi, Pugliese, D'Arienzo e gia' qualcuno scassa le balls che vuole i tanghi elettronici... Pazienza, l'ignoro (io ho molta pazienza)e vado a Di Sarli, la gente giunge piu'numerosa, senza fretta come se dovessero ballare tango fino alle 5. Ma va bene... senza stress. Un benessere comincia a pervadermi dentro, ma cos'e'? Strano, la gente e' tranquilla, passa ballando sotto la consolle, ammicca, sorride. Guardo meglio: nessuno tira calci, nessuno urta, nessuno bestemmia, nessuno si tocca i piedi indolenziti dal solito tacco a spillo penetrante... e che e'? Rilassati gli sguardi, chusi gli occhi, donne che si abbandonano, uomini con meno ansia da prestazione... Eppure e' un normale venerdi di Marzo. Guardando bene mancano una decina di persone rispetto al normale. Vuoi vedere che sono proprio quelle dieci persone che in genere creano scompiglio (e a me soprattutto scompiscio)? Finalmente la milonga gira, tranquilla, serena. La milonga del Venerdi. Immagino di vedere quelle cinque coppie mancanti tutti assieme a godere di altri piaceri, magari al ristorante. Ecco al ristorante dovrebbero andare ogni Venerdi. Per poter trasformare un normalissimo venerdi di milonga in un Venerdi veramente speciale.
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Di maurizio (del 23/02/2007 @ 13:58:29, in tango, linkato 645 volte)
Ci siamo fatti una bella scorpacciata di tango per due settimane. Abbiamo avuto la milonga dei Candelai affollata per ben sei volte in due weekend e questo ci ha anche permesso di uscire indenni anche economicamente dalle onerose prestazioni di Veron. E a proposito di Pablito, penso che quei pochi tangueri che domenica notte hanno avuto la fortuna di assistere alle spontanee evoluzioni del ballerino argentino non se lo dimenticheranno tanto facilmente. Ma purtroppo devo ancora una volta rimarcare l’accento sul modo di utilizzare la pista che a volte o cari tangueri, mi lascia senza fiato. Qualcuno continua a scambiare la pista da ballo per un palcoscenico dove esibire le proprie frustrazioni che si traducono spesso, in miserabili tentativi di emulare l’inemulabile, di tentare l’intentabile, in poche parole: pietose dimostrazioni di nulla che pero’ a volte ledono la liberta’ altrui. Non credo infatti che alla gente che ama ballare tranquillamente abbracciata piaccia avere qualche tacco infilato dentro una scarpa o un gomito in faccia o semplicemnete essere urtato solo perche’ bisogna a tutti i costi concludere una figura anche se non c’e’ spazio. Molti ballano fregandosene della musica, o forse non se ne fregano ma semplicemente non la sentono-capiscono-percepiscono ma questi sono fatti loro finche’ non fanno male a nessuno. Ma in questi sei giorni ho dovuto un po’ redarguire gente che andava contromano o che si fermava per… impartire lezioni al partner (!) o peggio ballare dissennatamente andando addosso alla gente magari con la bottiglia di birra nelle mani. Io alcune di queste le conosco, altre no non so chi siano ma non importa far nomi, dovrebbero essere i tangueri stessi amanti del ballo e non io umile DJ al servizio di chi balla a doverlo dire o a dovermi incacchiare. Dovreste essere voi tangueri a non permettere l’invasione selvaggia della pista, senza timore di innescare liti perche’ tutto si puo’ dire civilmente ma fermamente. A Buenos Aires succede e succede sempre piu’ spesso nelle citta’ dove si balla bene che la gente che molesta sia messa fuori pista. Pensateci. Non venite da me a lamentarvi perche’ ho il microfono, siete tanti in pista e siete direttamente interessati a che la milonga possa respirare e girare bene senza intoppi. Ma non vi siete rotti di sopportare ancora questi pietosi artefici di brutte cavalcate milonguere? Io si. Ma non puo’ bastare. Bisogna che Voi decidiate. O no? Comunque sappiate che ho affrontato l’argomento soprattutto perche’ testimone non solamente delle stomachevoli evoluzioni, ma soprattutto delle copiose lamentele che mi giungono proprio da parte vostra. Meditate gente, meditate…
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Di maurizio (del 03/01/2007 @ 15:25:54, in palermo, linkato 1554 volte)
Anno nuovo vecchie abitudini… Gli alberi di arance amare di Via Marco Polo sono state le piu’ belle note di colore di queste feste in cui la citta’ e’ stata consegnata in mano a folle di esauriti in macchina a tutte le ore ansiosi di spendere e spandere tredicesime. Strade larghe come ad esempio Corso Olivuzza sono diventati miserabili viottoli intasati di macchine all’inverosimile. Sui marciapiedi la gente si scontrava. E tra scivoli (quando c’erano) bloccati da auto e motorini, casse di frutta e verdura e ogni mondezza possibile e immaginabile anche gli ausiliari del traffico solitamente pignoli hanno dovuto calare le braghe di fronte a cotanta umanita’ mononeuronica. Ora siamo in campagna elettorale. I nuovi sindaci avanzano. Sicuramente quello vecchio e’ da cassare impietosamente. Mi ricordo il primo Gennaio del 2002. Li’ ebbi la prova del cambiamento che era avvenuto dopo due legislature orlandiane (discutibili quanto si vuole ma quantomeno piu’ aderenti ad una forma di civilta’ europea). Quel primo Gennaio dunque, vidi una quantita’ enorme di immondizie accumulate durante l’ultimo dell’anno a cui non ero piu’ abituato. La nuova giunta non era stata capace di organizzare un servizio di raccolta all’alba del primo gennaio! Sembrerebbe una stronzata, ma da queste (piccole?) cose si misura il grado di civilta’ di un’amministrazione. Adesso dopo cinque anni di medioevo culturale forse ci siamo riabituati a queste porcate e nessuno probabilmente avra’ piu’ notato che questo primo gennaio 2007 all’albeggiare del nuovo anno, la citta’ era ancora una volta invasa dalla spazzatura. Neanche questa volta (spero sia l’ultima), la nostra amministrazione comunale e’ riuscita ad organizzare la raccolta rifiuti della notte di capodanno! Facciamoci un giretto in quell’Europa di cui pretendiamo far parte e vediamo come funzionano le citta’, i servizi, forse ci fara’ bene e farebbero bene a farsi un giretto i nostri sindaci e assessori prima di sbandierare cartelloni pubblicitari larghi metri sei con delle scritte e slogan agghiaccianti che inneggiano alla bellezza e alla rinascita della citta’. Che Palermo sia bella ne dubito molto, che potrebbe esserlo o che lo sia stata lo so per certo, ma finiamola cari amministratori di sbandierare slogan trionfalistici in questo momento in cui Palermo e’ invece additata come la citta’ piu’ inquinata d’Italia, dove il centro storico e’ intasato di auto, le isole pedonali non esistono o quasi, le piste ciclabili sono solo bestemmie, l’immondizia e’ dappertutto… Vergognatevi invece se avete ancora un briciolo di dignita’. Ve lo dice un cittadino che la sua citta’ la ama per davvero anche se non sa perche’…
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Di maurizio (del 15/12/2006 @ 20:07:30, in tango, linkato 1015 volte)
…lo so, la mia e’ una postazione privilegiata. La pedana del musicalizador. Oramai conosco a memoria i gusti di molti di voi tangueri. Chi si abboffa al buffet, chi invece non tocca cibo, chi ordina sempre lo stesso vino. Chi invita sempre la stessa gente e chi invece si accolla le principianti assolute pur di ballare con donne nuove. Chi scalcia, chi invece cammina composto, chi fischietta mentre balla e chi sfoggia la propria memoria snocciolando i testi (lo vedo dal labiale), Ganci e boleos anche in presenza di milonghe strapiene mi fanno rabbrividire… Chi mi chiede sempre gli stessi brani e se non li metto so di avere tradito qualcuno… Ma a volte non c’e’ tempo. Chi odia i brani nuovi anche se sono carini chi invece si lamenta perche’ le musiche sono sempre le stesse… Chi si stressa e chi invece si rilassa. E tra un cambio di scarpe e una pausa sigaretta la vita mi scorre davanti. Quante emozioni che si consumano in poche ore, quanti abbracci. Gli sgami si concretizzano, le ammuccatine quagliano ma non tante volendo… alla faccia di quelli che dicono che il tango e’ sesso… Ma quando mai… Il tango e’ tango il sesso e’ sesso e ogni tanto coincidono. Ma e’ la vita che e’ cosi… O tangueri, voi fate teatro e non ve ne accorgete, fate satira e non lo sapete. Siete patetici, appassionati e appassionanti, fate umili passi di danza a tempo di vals o buffe gimcane a ritmo di milonga. Siete attori, ballerini a volte aggraziati a volte orsi allo zoo. Ma non potete immaginare quanta conoscenza mi regalate ogni Venerdi. (A sproposito… scusate se i lettori CD oramai cotti dei Candelai spesso saltano… non ho colpa ma mi scuso lo stesso…) Sapeste quanti di voi vedo migliorare di settimana in settimana e quanti altri invece vedo da anni praticare la stessa ginnastica. Alcuni di voi adesso insegnano, bravi! Ma quello che insegnate a me che vi guardo da lassu’ e’ impagabile. Grazie. Grazie tangueri che mi aiutate a capire le dinamiche di coppia, le liti, le gelosie, i sorrisi di donne che si abbandonano a occhi chiusi, quante scarpe e vestiti pazzeschi, quanti uomini che cercano la prossima donna da invitare… Grazie tangueri perche’ mi insegnate a guardare dalla finestra della vita…
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Di maurizio (del 25/10/2006 @ 00:53:22, in palermo, linkato 507 volte)
C'e' una voce a Palermo che tutti conoscono. Entrata a forza nei neuroni dei palermitani: e' quella di Pino La Torre, sfincionaro ambulante oramai in pensione. Chi cci-a-vuru! Una delle prime parole pronunciate da mio figlio Marco agli albori della sua vita. Da quando e' nato abbiamo cambiato 3 volte quartiere ma la voce di Pino inconfondibile e' sempre li a ricordarci che i'u pitittu vi fazzu grapiri! Unico caso a Palermo di voce tramandata via cassetta-megafono capace di sopravvivere al suo stesso abbanniatore. Tutti gli sfincionari infatti la usano. Che siano carretti a mano viaggianti, lapini o carrettini stazionari tutti possiedono questo marchio vocale oramai indelebile. Conobbi Pinu 'u sfinciunaru negli anni '80 quando abitavo in Via Perpignano e lui in persona con gli occhiali dduppi comu ru funni 'i buttigghia, sospingeva il suo carretto abbanniannu dal vivo (in seguito produsse la famosa cassetta di successo). Aveva qualche problema di miopia e' vero, ma se la cavava bene con la piastra arroventata e con l'oliera rigorosamente comprata e' Quararari . Oggi Pino si e' ritirato proprio per via dei suoi occhi che non gli consentono piu' di praticare il mestiere. Ma sono sicuro che un sorriso permeato di forte nostalgia gli illumina il volto al sentire la mattina uno sfincionaro abbanniare con la sua propria voce... Assa mancia! Cu e' c'o tasta veni arreri. Ma chi spicialita' ri sfinciuni. Sunnu cosi fatti all'antica. Uora u sfuinnavi! Chi cciavuru!!!
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Di maurizio (del 04/10/2006 @ 11:34:01, in Cul...tura?, linkato 824 volte)
Apro il mio blog. Essendo stato testimone oculare di una bella operazione delle forze dell’ordine (polizia municipale) della nostra felice città di Palermo. Ma andiamo per ordine: Mercoledi 25 Settembre. Partita di calcio Palermo- West Ham, gli hooligans bevono si sa, e si scatenano si sa, perdono il controllo, picchiano, si picchiano, si sfogano… devastano. Piazza dell’Olivella è il palcoscenico. Gli spettatori sono i commercianti e i clienti terrorizzati. Le forze dell’ordine, chiamate da piangenti e inorriditi cittadini arrivano dopo un’ora, a cose praticamente finite. Complimenti! Giovedi 26 Settembre. Una fiumana d’incazzati hooligans palermitani (tifosi? Ma fatemi ridere… malacarni piuttosto) irrompe da Via Maqueda alla volta di Via Candelai. Bastoni, bottiglie, motori per terra, cassonetti e tavoli all’aria. Per fortuna i gestori dei locali aiutati anche dai clienti riescono a mettere in salvo tavoli e sedie prima dell’arrivo dell’onda di piena. Danni limitati. Ma fa male lo stesso assistere a simili spettacoli. Venerdi 27 Settembre. Via Candelai. Arrivano auto delle forze dell’ordine a bloccare la strada, si mettono di traverso, schizzano dentro i locali; cartelle con documenti , macchine fotografiche, toni minacciosi e un fare arrogante degno di altri luoghi geografici. Invadono le cucine . Sono uomini e ahimè anche donne. La zia Tanina esce tremante e in lacrime. Non hanno certo usato modi urbani. E dire che si tratta di polizia urbana. Da buon cliente mi tocca consolare la zia Tanina che un po’si riprende. Nel frattempo continua l’esplorazione dei locali. Arriva il turno dei Candelai. Tutto a posto. Licenze anche più di quelle necessarie. Pare tutto finito. Vanno via. Da lontano giunge una troupe di RAI 3 (che combinazione!). Le forze dell’ordine ritornano sui propri passi guardano una porzione di tetto scrostato, chiudono i Candelai per insufficienza strutturale (sic!). Scatta l’intervista alla polizia che non si lascia scappare l’occasione per propagandare alla popolazione la risolutezza e la celerità di queste azioni atte a liberare queste insicure contrade da questa gentaglia che beve e fa tardi la notte, ma soprattutto da questi locali di accoglienza notturna che incoraggiano il proliferare… etc… etc… Tutti sappiamo che I Candelai da dieci anni (quasi undici) si propongono come (quasi) unica alternativa agli spazi istituzionalizzati (e mangia soldi), promuovendo fatti culturali tout-court, dal teatro alla musica di ogni tipo, alle performances più disparate, alle serata da ballo, agli eventi mondani, alle feste etc… spesso con le sole forze dei soci e dei clienti che ci credono. E ritengo che sia solo propaganda inutile o meglio utile a qualcuno, chiuderli anche se solo temporaneamente. Adesso che facciamo in occasione della prossima partita Palermo-Newcastle? Chiudiamo direttamente l’intera strada e sigilliamo tutto? E voi come la pensate? Maurizio Maiorana
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