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 Maurizio Maiorana - Blog... di maurizio
 
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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di maurizio (del 09/11/2008 @ 21:50:08, in palermo, linkato 293 volte)
La Duca è morto! Viva La Duca! E cosi se n'è andato un pilastro della nostra città. Uno che Palermo l'aveva amata veramente, al punto tale da conoscerne anche i pezzettini sparsi nelle pieghe dei vicoli, nei palazzi, nei magazzini, nella storia, nella memoria. Nessun altro meglio di lui ha saputo interpretare la storia e i perchè di questa città. Con lui scompare una biblioteca vivente, un deposito di sapienza. Lui, ventenne, andava in giro per macerie durante la guerra annotando cosa avevano distrutto le bombe quel giorno. Io, ventenne spendevo soldi che spesso non avevo per comprare i suoi volumi dove lui raccontava per filo e per segno la città. In un'epoca in cui i maestri non esistono piu'. Non si va piu' a bottega ad imparare il mestiere o l'arte, anche a scuola si impara poco rispetto al passato. Adesso c'e' la rete che sforna quantità inverosimili d'informazioni... lui scriveva articoli che raccoglieva in volumi, libri, saggi.... che oltre a fornire dati e snocciolare fatti ed eventi, lasciavano spazio a godibili ironie anche sui fatti tragici del passato, non mancando di bacchettare gli insulsi amministratori e politici che permettevano scempi e abbandoni di veri e propri tesori dell'arte di cui Palermo nonostante tutto è ancora piena. A parte la distruzione del Castellammare del 1922 a cui il La Duca dedico' un volume, non perdono' mai alle istituzioni il crollo di un'ala della Zisa, monumento unico al mondo e che oggi si porta queste ferite di mattoni rossi che si potevano benissimo evitare. E ancora lui dava risposte esaustive attraverso i suoi articoli a quanti gli chiedevano notizie (le piu' improbabili) sul nostro patrimonio storico. Si scoprivano cosi chiesette bizantine sperdute nelle campagne tra Palermo e Monreale piuttosto che antichi sollazzi normanni oggi sepolti dalle immondizie, bastioni mai visti o piccole chiese annerite dal tempo, portali decorati irriconoscibili tra i fili dell'Enel e le decorazioni spontanee degli abitanti a base di sacchetti di plastica e tubi d'ogni genere. Il furto della statuetta che abbelliva lo spigolo di un palazzo in via Bandiera o il restauro mal fatto di una targa marmorea alla Cala.... la sepoltura di qualche nobile dimenticato o una mattonella decorata, una grotticella con graffiti, un fatto di memoria popolare, una guerra.... ha scritto di tutto quest'uomo e attraverso i suoi libri qualsiasi palermitano puo' veramente conoscere la storia della propria città che per fortuna non è fatta solo di politicanti, questuanti, zozzoni, amministratori allegri, analfabeti, reietti, commercianti falliti, ma anche di gente che ha ancora la gana di andarsene in giro per la città col naso all'insu' e scoprire ancora quanto di bello è rimasto a Palermo. Grazie Rosario. Sei stato l'ultimo maestro vero di questa città.
 
Di maurizio (del 08/09/2008 @ 20:28:13, in palermo, linkato 279 volte)
Che caldo ragazzi! E dire che noi siciliani dovremmo esserci abituati! Ma forse con l'età si diventa meno tolleranti e allora ci sono cose che ti fanno incazzare che magari fino a qualche tempo fa manco le guardavi... Della città abbandonata a sé stessa ne abbiamo già discusso... Ma d'altra parte i palermitani hanno votato questa amministrazione e quindi ora ce la suchiamo. Certo, forse ci sono stati dei brogli, anzi é sicuro che ci sono stati, qualcuno mi risulta che sia stato pure condannato... ma la giunta é ancora là, il sindaco (o presunto tale) pure e niente si é visto... boh! Sarà che questa é una città di giovani visto che tutti tollerano tutto... L'altro giorno facevo un giro con due amici polacchi a Palermo. Venivamo da Varsavia che non è certo la piu' bella città d'Europa... troppe architetture-arnia che ricordano ancora il passato recente pseudo-comunista, casermoni ristrutturati alla meglio a volte appena decenti, spesso grigi e tristi Eppure, mi sono vergognato di passeggiare con loro vedendo Palermo buia, sporca e silenziosa di tomba, di abbandono, non quel silenzio mistico dei luoghi vicini al cielo, ma un silenzio da mondo spento, eclissato, amurado direbbero a Buenos Aires... ecco la Piazza Marina (al buio) col Palazzo Steri e il ficus magnolioides piu' grande d'Europa (illuminato appena dalla luce delle candele del ristorante di fronte). E che dire della chiesa della catena austera e spenta... della cupola del teatro Massimo oscura, della fontana Pretoria senz'acqua dell'Amia che non fa il turno di raccolta la domenica... Per fortuna allo Spasimo c'era un po' di pubblico che assisteva a una lettura soporifera di attori nonsocchè, ma il giardino del bastione era nella piu' atroce oscurità. Non so se i miei amici abbiano apprezzato le oscure bellezze della nostra città e dell'inesistente movida dei primi di settembre, ma sono certo che avranno apprezzato il mio sforzo nel descrivere quello che non c'era. Palermo è anche questo.
 
Di maurizio (del 29/04/2008 @ 00:49:34, in palermo, linkato 499 volte)
Mercoledi 23 e Giovedi 24 Aprile 2008, abbiamo rappresentato presso il Nuovo Montevergini a Palermo lo spettacolo 4 cunti. Ci siamo divertiti molto a farlo. Il nostro intento primario era quello di comunicare attraverso il cunto alcune emozioni e ricordi che ci appartengono come persone e come palermitani. Per la prima volta, si sono unite tre persone sulla scena che contemporaneamente hanno agito e si sono scambiati dei racconti durante lo stesso spettacolo attraverso la tecnica del cunto. Il pubblico si è divertito e ha apprezzato anche se lo spettacolo essendo giovane e ancora in rodaggio presenta certamente dei punti migliorabili. La cosa divertente è che alcune persone, dall'alto del loro pulpito l'hanno preso terribilmente nel... senso sbagliato. Alcuni si sono sentiti defraudati di qualcosa che gli appartiene, altri hanno preso le distanze da questa operazione senz'altro coraggiosa ma che sicuramente non voleva togliere nulla a nessuno. Sicuramente lo spettacolo ha fatto discutere, cosa che a noi fa grande piacere, ha sicuramente emozionato, ma non voleva essere una sfida a qualcuno che non ha bisogno certo di essere sfidato da noi. In ogni caso, il cunto è patrimonio di tutti i siciliani e ogni siciliano puo' provare a farlo senza che nessuno gli possa dire nè come nè perchè. Naturalmente come in tutte le cose che appartengono non solo alla sfera tecnica ma anche e soprattutto emotiva, ci dev'essere un'onestà interiore che ti permette di svelare se quella modalità o quel sentimento ti appartiene o meno. Tutto cio' che si fa dovrebbe rispondere ad una vera esigenza interiore. E questa penso che noi tre l'abbiamo e l'abbiamo avuta nelle sere di rappresentazione. Se non fosse cosi non si spiegherebbe come mai un Gaetano Lo Monaco Celano alle soglie dei quarant'anni arrivi a esternare il suo cunto dopo anni e anni di distillazione e di testimonianze familiari con quel coraggio e quell'emozione che gli si leggeva sul palco. E ancora non si spiegherebbe come mai un Maurizio Maiorana che porta in giro il suo cunto per l'Italia e all'estero da dieci anni non facendolo mai a Palermo per paura di dover attaccare il Potere (del cunto) costituito, oggi lo fa grazie ad una nuova presa di coscienza (AddioPizzo-AddioCunto). E non potrebbe spiegarsi se non con un afflato di sincerità e di entusiasmo un Salvo Piparo che pur giovane a questa esperienza si sia dato con anima e corpo a proporre anche il proprio. E non si spiegherebbe infine, l'esigenza di uno tra i piu' titolati scenografi dell'isola (Fabrizio Lupo) di voler provocare quest'incontro di cunti diversi. Che noi sappiamo non c'e' ancora un copyright sul Cunto siciliano, un Michael Jackson che ha acquistato i diritti d'autore, un caporione che puo' arrogarsi la paternità e con questa il diritto di farlo in esclusiva. E nessuno ancora potrà mai dire qual è l'autentico cuntista e quale il falso se non seguendo i propri e personali parametri che non fanno testo. E mentre sollecitiamo le risposte da parte del libero pubblico, vi diamo l'arrivederci ai prossimi cento e cento cunti che partoriremo. F.to Maurizio Maiorana, Salvo Piparo, Gaetano LM Celano
 
Di maurizio (del 22/09/2007 @ 09:37:15, in palermo, linkato 1279 volte)
Aiuto! Stiamo affogando nella merda! Qualcuno ci salvi! Sput…Splut… Puahhh… Ecco: siamo affogati. Pazienza. La verita’ e’ che quasi piu’ nessuno ci fa caso, siamo oramai cosi’ abituati ad essere nella merda. Parlo della quinta citta’ d’Italia per popolazione residente ma novantacinquesima per vivibilita’. Eppure qualche anno fa eravamo risaliti fino all’ottantesimo posto! Giovedi scorso (20 settembre 2007) ho visto dopo mesi finalmente gente che si divertiva. Ballava tango ai Candelai. Nonostante il caldo. Questo mi ha rincuorato. Ancora c’e’ gente che si diverte e che con pochi euros puo’ trascorrere una serata in allegria, sudando, ballando, ascoltando musica, bevendo come in tutte le milonghe del mondo accade. Solo in questi luoghi ho la percezione di essere in una citta’ del mondo, non importa quale. Ma, ahime’ usciti dalla milonga ci accorgiamo che la realta’ e’ ben diversa. Io faccio il musicista e l’attore ma penso che nessuno di noi sia nelle condizioni di fare al meglio il proprio mestiere quando si e’ “governati” da questi cialtroni. Ma i cittadini dove sono? Anzi, dove siamo? Abbiamo perso la capacita’ d’incazzarci che lo facciamo solamente in macchina in mezzo al traffico? Ma ci pare normale a noi palermitani che la quinta citta’ di una nazione come l’Italia con un sindaco (e che sindaco!) eletto a Maggio, ancora ad Agosto non aveva espresso i suoi assessori di giunta e la citta’ per tutta l’estate e’ stata in balia del nulla? Che vogliamo scherzare? Niente servizi, niente vivibilita’ e visibilita’. Niente spettacoli perche’ niente bilancio, niente di niente. Hanno annunciato Kals’art (la rassegna estiva culturale) almeno un paio di volte. Abbiamo stabilito la data del concerto tre volte. Gli organizzatori hanno messo in moto la macchina quattro volte. E poi… Tutto si dissolve PUM… come una scorreggia direbbe Gaber. Una citta’ morta e sepolta (e non solo dalla spazzatura che e’ sempre di piu’). Io quando vado fuori a suonare e cantare mi vergogno di dire che vengo da Palermo e non lo dico. Mi faccio l’accento finto del nord e dico che vivo all’estero. Perche’ mi scoccia sentire sempre gli stessi commenti: “ Palermo e’ bellissima ma come la tenete?” uno schifo: macerie, sporcizia, gente che non rispetta le piu’ elementari regole civiche, mafia, classe politica inguardabile, imprenditoria inesistente amministratori corrotti (non e’ un caso che la piazza dove sorge il municipio venga chiamata della vergogna), E poi la gente si fa i cazzi suoi. Pretende servizi che non saprebbe nemmeno apprezzare, non paga mai niente, non vuole fare le code, sporca la citta’ (Palermo non e’ sporca soltanto perche’ i servizi municipali fanno schifo). E allora? Prendiamo esempio dai tangueri: pagano il biglietto, ballano, bevono, si abbracciano, sudano e poi… a casa. E in piu’ si divertono. Dimenticare Palermo: l’unica ricetta per ricordarsi che esiste.
 
Di maurizio (del 14/05/2007 @ 18:24:55, in palermo, linkato 506 volte)
Un giorno. Un giorno forse tutti riusciranno a dire addio pizzo e a non pagarlo. Per ora accontentiamoci di poche aziende e molte associazioni che il pizzo non lo pagherebbero comunque… Pero’ era importante esserci e anche se per un giorno e mezzo valeva la pena di vedersi insieme. E’ stata una bella festa all’insegna degli incontri, tanti, sara’ perche’ in campagna elettorale i candidati girano di piu’ in cerca di accchiappar voti, sara’ perche’ dopo il malo-tempo finalmente un weekend discreto invogliava a uscire… Sara’ perche’ la gente ha voglia di non pagare il pizzo e mangiare la pizza all’aperto… Non so. Intanto il pizzo lo pagano quasi tutti e nessuno o quasi denuncia i pizzaioli che lo chiedono. Forse per questo l’addio pizzo e’ ancora indisturbato. I commercianti hanno paura di non pagarlo. E tra tasse regolari, pizzo illegale, strozzini e crisi economica solo Dio sa come ce la fanno. Ma si sa, i commercianti hanno l’anima del commerciante e non potrebbero fare altro se non questo… Noi non vendevamo nulla se non il tango. La musica andava libera per l’aria quando si poteva (quando il volume degli altri lo permetteva), ma tangueri se ne sono visti pochi. Ci sarebbero stati i momenti buoni per ballare per strada che ha un fascino particolare ma soltanto la Domenica pomeriggio qualcuno (i soliti quattro) si e’ arrischiato. Bisogna aver piu’ coraggio tangueri miei… Come siete abitudinari! Se non c’e’ una milonga vera e propria non si puo’ ballare il tango? Guardate questa foto:tango con macchina distrutta con una signora senza casa sullo sfondo che impreca (sentite la voce) contro Cammarata che intanto vince le elezioni. Da mesi o,da anni nessuno non fa nulla per mettere fine a questa pietosa condizione di sans-papiere a dispetto degli anni della signora, delle intemperie, dell’ordine pubblico, dell’igiene, del decoro, dell’umanita’ etc etc… Ma quante di queste qualita’ si annidano nell’animo dei nostri politici? E’ cosi’ difficile dare una sistemazione a una signora di una certa eta’ che soffre all’addiaccio e che rischia di morire per strada sommersa dai rifiuti? Che schifo! Ancora una volta grazie al tango abbiamo conosciuto una situazione estrema che colpisce la nostra citta’( e non solo) e che nessuno si preoccupa di risolvere.
 
Di maurizio (del 03/01/2007 @ 15:25:54, in palermo, linkato 1552 volte)
Anno nuovo vecchie abitudini… Gli alberi di arance amare di Via Marco Polo sono state le piu’ belle note di colore di queste feste in cui la citta’ e’ stata consegnata in mano a folle di esauriti in macchina a tutte le ore ansiosi di spendere e spandere tredicesime. Strade larghe come ad esempio Corso Olivuzza sono diventati miserabili viottoli intasati di macchine all’inverosimile. Sui marciapiedi la gente si scontrava. E tra scivoli (quando c’erano) bloccati da auto e motorini, casse di frutta e verdura e ogni mondezza possibile e immaginabile anche gli ausiliari del traffico solitamente pignoli hanno dovuto calare le braghe di fronte a cotanta umanita’ mononeuronica. Ora siamo in campagna elettorale. I nuovi sindaci avanzano. Sicuramente quello vecchio e’ da cassare impietosamente. Mi ricordo il primo Gennaio del 2002. Li’ ebbi la prova del cambiamento che era avvenuto dopo due legislature orlandiane (discutibili quanto si vuole ma quantomeno piu’ aderenti ad una forma di civilta’ europea). Quel primo Gennaio dunque, vidi una quantita’ enorme di immondizie accumulate durante l’ultimo dell’anno a cui non ero piu’ abituato. La nuova giunta non era stata capace di organizzare un servizio di raccolta all’alba del primo gennaio! Sembrerebbe una stronzata, ma da queste (piccole?) cose si misura il grado di civilta’ di un’amministrazione. Adesso dopo cinque anni di medioevo culturale forse ci siamo riabituati a queste porcate e nessuno probabilmente avra’ piu’ notato che questo primo gennaio 2007 all’albeggiare del nuovo anno, la citta’ era ancora una volta invasa dalla spazzatura. Neanche questa volta (spero sia l’ultima), la nostra amministrazione comunale e’ riuscita ad organizzare la raccolta rifiuti della notte di capodanno! Facciamoci un giretto in quell’Europa di cui pretendiamo far parte e vediamo come funzionano le citta’, i servizi, forse ci fara’ bene e farebbero bene a farsi un giretto i nostri sindaci e assessori prima di sbandierare cartelloni pubblicitari larghi metri sei con delle scritte e slogan agghiaccianti che inneggiano alla bellezza e alla rinascita della citta’. Che Palermo sia bella ne dubito molto, che potrebbe esserlo o che lo sia stata lo so per certo, ma finiamola cari amministratori di sbandierare slogan trionfalistici in questo momento in cui Palermo e’ invece additata come la citta’ piu’ inquinata d’Italia, dove il centro storico e’ intasato di auto, le isole pedonali non esistono o quasi, le piste ciclabili sono solo bestemmie, l’immondizia e’ dappertutto… Vergognatevi invece se avete ancora un briciolo di dignita’. Ve lo dice un cittadino che la sua citta’ la ama per davvero anche se non sa perche’…
 
Di maurizio (del 25/10/2006 @ 00:53:22, in palermo, linkato 507 volte)
C'e' una voce a Palermo che tutti conoscono. Entrata a forza nei neuroni dei palermitani: e' quella di Pino La Torre, sfincionaro ambulante oramai in pensione. Chi cci-a-vuru! Una delle prime parole pronunciate da mio figlio Marco agli albori della sua vita. Da quando e' nato abbiamo cambiato 3 volte quartiere ma la voce di Pino inconfondibile e' sempre li a ricordarci che i'u pitittu vi fazzu grapiri! Unico caso a Palermo di voce tramandata via cassetta-megafono capace di sopravvivere al suo stesso abbanniatore. Tutti gli sfincionari infatti la usano. Che siano carretti a mano viaggianti, lapini o carrettini stazionari tutti possiedono questo marchio vocale oramai indelebile. Conobbi Pinu 'u sfinciunaru negli anni '80 quando abitavo in Via Perpignano e lui in persona con gli occhiali dduppi comu ru funni 'i buttigghia, sospingeva il suo carretto abbanniannu dal vivo (in seguito produsse la famosa cassetta di successo). Aveva qualche problema di miopia e' vero, ma se la cavava bene con la piastra arroventata e con l'oliera rigorosamente comprata e' Quararari . Oggi Pino si e' ritirato proprio per via dei suoi occhi che non gli consentono piu' di praticare il mestiere. Ma sono sicuro che un sorriso permeato di forte nostalgia gli illumina il volto al sentire la mattina uno sfincionaro abbanniare con la sua propria voce... Assa mancia! Cu e' c'o tasta veni arreri. Ma chi spicialita' ri sfinciuni. Sunnu cosi fatti all'antica. Uora u sfuinnavi! Chi cciavuru!!!
 
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